Attenzione: questo articolo riflessivo è stato originariamente scritto in spagnolo. Attualmente sono nelle prime fasi di apprendimento della lingua italiana, sono ancora un principiante. Quindi mi scuso in anticipo se ci sono errori di scrittura, semantica o grammatica. Qualsiasi commento o correzione è possibile scrivere all’e-mail del sito web (15 gennaio 2023).
Immagine: parte del dipinto Unio Mystica (1973) di Johfra Bosschart (1919 – 1998).
Il «Risveglio della Coscienza» è una frase molto sentita negli ultimi tempi, il cui fenomeno mostra che le persone, misteriosamente o giustamente, stanno acquisendo una certa nozione di questioni di natura spirituale. Vogliono saperne di più su se stessi e sul mondo che li circonda, ma non più da un punto di vista fisico, ma da visioni o prospettive superfisiche e soprasensibili. Questi straordinari interessi che stanno alimentando i cuori e le menti delle persone in tutto il mondo sono ampi segnali che qualcosa sta cominciando a cambiare a livello globale, che qualcosa sta cominciando a rivelarsi. L’essenza «curiosa» che sta entrando in noi inconsciamente o coscientemente è la Luce della Verità Assoluta, è l’energia della Vera Conoscenza e Saggezza proveniente dal Grande Logos Universale. [1]
Va detto che questa ricezione della coscienza basata su certe percezioni, intuizioni o conoscenze, avviene molto più in alcuni individui che in altri. Questo non significa che alcuni abbiano le capacità necessarie e altri no, tutte le persone hanno queste capacità latenti nei loro geni che aspettano di essere attivate, il problema sta nell’acquisire una nozione della loro esistenza per studiarle, comprenderle e svilupparle a livelli incalcolabili. [2]
Ci sono persone che sono riluttanti a questo tipo di informazioni a causa del pensiero e della ragione guidati da una lunga vita sotto la densa metodologia della massa, del corpo o della mentalità fisica. Sono così soggetti alla materia da impedire qualsiasi ingresso di «Intelligenza di Luce» attraverso i canali ricettivi dei loro corpi sottili, pensieri di rifiuto e ignoranza bloccano i canali, aboliti dal manifestare ciò che la loro natura intrinseca deve fornire. D’altra parte, ci sono persone che hanno un enorme interesse a conoscere al di là di tutto ciò che viene visto e percepito con capacità sensoriali di base.
Ma questo argomento ha una profondità molto maggiore, poiché tutto va nell’educazione e nell’istruzione. Si può dire che tutta l’umanità è sommersa da una certa educazione —dall’ambiente, dai genitori e dalle scuole— sugli obiettivi della vita, su cosa si dovrebbe fare e cosa non si dovrebbe fare, sulla “realtà” e su ciò che il mondo nel suo insieme significa. L’asilo, le scuole, le università, la politica, eccetera, ci insegnano solo a sopravvivere fino a quando la morte arriva e ci toglie la vita, per la quale dobbiamo lavorare tanto e nella quale dobbiamo lasciare il meglio di noi stessi come impronta essenziale con l’obiettivo che i nostri figli, nipoti o la società stessa non dimentichino mai il nostro scopo mondano. [3]
Nonostante queste caratteristiche parzialmente positive, c’è un’ombra che si osserva nell’educazione di generazioni e generazioni sotto le fondamenta dell’errore. L’umanità nella sua ignoranza e fantasia aspira solo all’onore fisico e al riconoscimento tra i suoi pari, anche dopo la morte. Lavorano tutta la vita per il desiderio di comodità e cose materiali, per denaro e per divertimento, per svago e lussuria. Lottare e credere di essere felici per quelle estasi momentanee, che perendo inevitabilmente, passando dallo stato di fioritura a quello di appassimento, la felicità dell’individuo svanisce di nuovo, lasciandolo invalido e desiderando di poter raggiungere lo stesso o maggiore potere in futuro prossimo. Così, lotta ancora per raggiungere uno status, almeno momentaneo, che gli dia felicità e rispetto da parte dei suoi simili, alimentando costantemente la fantastica ideologia dei «re del mondo» che lo stesso uomo si è proclamato. [4]
Tutte queste cose non sono che un’illusione.
La sua lotta è diventata superficiale e tutti i suoi sforzi si sono rivolti all’esterno, verso una realtà esterna che ancora non comprende appieno. Nei secoli si è definito conoscente di Dio e si è appropriato degli “attributi” che Egli deve “promuovere”.
“Certo, dopo che per tanto tempo si è creduto che il nostro pianeta fosse al centro dell’universo osservabile, ora basta verificare empiricamente e idealmente con conoscenza pubblica che non siamo l’unica vita che abita il grande cosmo, la colonizzazione dello spazio è il futuro, ma dobbiamo ancora risolvere cose fondamentali come l’umanità” [corrente aggiunta e soppressione di un’idea simile].
[Nonostante il passato e in una certa misura] La moralità, i valori e i buoni costumi sono aspetti che in quest’ultima epoca stanno assumendo grande peso e importanza nelle società. E niente accade per caso. Sono passate epoche di impetuosa bestialità, ma a poco a poco la luce della verità ci sta rigenerando e conducendoci verso un cammino di divina perfezione. L’orbita futura del pianeta è ben avviata, ma il progresso è sempre stato frenato dal sonno mentale dell’umanità, che, sebbene si sia evoluta, ha ancora molto tempo e lavoro per ottenere risultati potenti. I buoni valori sopra menzionati sono sicuramente efficaci e operativi quando sei sveglio, prima ancora sono solo buone abitudini durante il sonno.
L’umanità ha dedicato tutte le sue energie vitali alla realtà esterna. È stato vagamente portato via da ciò che decide una particolare massa di persone e non ha coltivato interessi superiori. Vivono nell’oscurità senza saperlo, nell’inferno e nelle false credenze di cui di solito hanno certe impressioni, ma che poi vengono anche divorate dal peso di ciò che è sbagliato.
La «Scienza Superiore» che studia i successivi Big Bang del nostro Microcosmo è stata dimenticata, e in molti casi il suo nucleo intrinseco è stato travisato ed è stato indirizzato verso scopi vili, crudeli e manipolatori. Come molte chiese hanno fatto nel corso della storia corrompendo la ‘Vera Religione’ [perenne o addirittura universale (attualmente aggiunta)], è così che l’hanno intossicata con il veleno delle bugie e delle false interpretazioni, aggiungendo e aggiungendo aderenti che sono stati cresciuti in modi errati di pensiero e addormentando l’umanità molto di più in una spaventosa tossicodipendenza psichica. Tuttavia è opportuno ricordare che la scienza superiore è stata dimenticata solo in modo apparente, è stata nascosta alle masse ed è stata rivelata con glorioso fervore nel cuore di coloro che la bramano. Le scienze ermetiche, di per sé senza tempo, sono in gran parte studi sulle leggi che governano l’universo.
La grande domanda viene: l’uomo conosce se stesso dentro? Al di là della sua professione, al di là dell’aspetto esteriore che proietta alle persone, al di là di certe capacità intellettuali, al di là del suo abbigliamento e della sua immagine esteriore… L’uomo sa chi è?, queste sono le grandi domande che tutti noi dobbiamo considerare. Molte persone potrebbero tacere davanti a queste domande, rimarrebbero in silenzio o potrebbero eventualmente rispondere, ma le loro risposte sarebbero esenti da qualsiasi ornamento, titolo o posizione imposta da una certa società?
Il risveglio, nelle sue prime sfaccettature, allude a certi pensieri che dominano la nostra mente, che inviano particolari segnali elettrici alle reti neurali e alle cellule gliali del sistema nervoso, modificandoli con nuove neurotrasmissioni e inducendoci a ragionare su noi stessi, su chi siamo sottoposti la maschera che rappresentiamo o che idilliaca cerchiamo di rappresentare. [Corrente aggiunta di neuroscienze e trasfigurazione di una parte].
Il risveglio è conoscere, è il vero elisir di lunga vita che va oltre ogni educazione scolastica, universitaria o di gruppo intellettuale. Va oltre ciò che crediamo essere la «realtà». La moda, il lavoro, gli studi, i dogmi, le regole e le leggi dell’uomo sono tutte un’illusione. Le persone nella loro vita quotidiana sono in una sorta di stato di sonnambulismo senza rendersene conto. Non sanno cosa si perdono. Il benessere mentale dell’uomo lo fa rimanere in questa fantasticheria, sopravvivendo in essa e lottando per essa. Ma raramente si è chiesto cosa c’è al di fuori di esso o se c’è qualcosa di più profondo o trascendentale.
Molte persone sono inconsapevolmente consapevoli di tutte queste idee, e tristi o malinconici vivono pensando a come trovare la vera felicità. Non riescono a trovarlo e ne soffrono. Sentono che manca qualcosa, hanno bisogno di qualcosa per riempire il loro spirito; avendo tutti i tipi di comfort, eppure si sentono vuoti e si sentiranno sempre vuoti finché non conosceranno la realtà delle cose che possono essere conosciute solo svegliandosi.
Raggiungere la consapevolezza che «sto dormendo e devo svegliarmi» comincerà a rompere l’oscurità che copre i veli della conoscenza. La Verità e i misteri dell’universo sono ricoperti da innumerevoli mantelli che sono come «muri» che ci impediranno di conoscerli, per raggiungerli bisogna salire tanti gradini e abbattere tante barriere.
La persona che gradualmente si sveglia dal grande sogno dell’umanità, osserverà, percepirà e ascolterà cose che non avrebbe mai creduto possibili. Vedrai cose meravigliose che vanno oltre l’immaginazione o la comprensione di un uomo addormentato. Cose inspiegabili a parole o almeno in questa riflessione. Ti sentirai particolarmente pieno e identificato, poiché questa è l’unica cosa vera. Anche se va notato che questa sensazione è ancora parziale, perché le prove sono sempre più difficili e implicano sforzi sempre più impressionanti…
Il risveglio è vita ed è l’aspirazione che ogni uomo e ogni donna dovrebbe avere. Aspirare alle illusioni porta solo alla morte. L’illusione è la morte. La verità è vita.
Il grande obiettivo dell’essere umano è sbarazzarsi della folla addormentata e analizzarla da una posizione lontana. Deve distruggere la personalità che lui stesso ha creato per conoscere e fondersi con la sua individualità unica. Anche quello che sto dicendo non è illusorio, la persona che si risveglia veramente saprà quando lo avrà fatto, su questo non c’è dubbio… Si accorgerà che qualcosa ha cambiato in modo estremo la sua vita e la sua visione della realtà. E non è qualcosa di banale, è qualcosa di potente e incredibile. Per questo, insisto, sfugge a tutti i tentativi di immaginazione superficiale, ma se questo processo viene intrapreso con una vera aspirazione di ricerca, beh, darà risultati.
Allora l’uomo si chiederà, come faccio a svegliarmi per vedere tutto questo?, cosa faccio allora per svegliarmi e vedere la realtà di tutto ciò che esiste nell’universo? Beh, devi solo conoscere te stesso. Una volta che ciò accadrà, nel tuo essere verrà generata una scossa elettrica che non dimenticherai mai nella tua esistenza presente e nelle tue esistenze future. Viaggiando dentro di sé, scavando nelle profondità dell’Essere, intravede il cammino verso la Grande Verità, cessando che questo sia un semplice miraggio. Una volta fatto ciò, capirete l’origine e il perché delle cose, almeno per quanto ci è permesso per ora entro i limiti della nostra mente finita. [5]
“Chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e vi saranno aperte le porte” (Matteo 7:7-11).
NOTE ATTUALI:
[1] Questo articolo riflessivo è conforme ai miei primi tentativi nella formulazione di un corpus di filosofia mistica, metafisica e ontologica, l’originale ha nove anni (2014). Per questo motivo la scrittura è percepita prematura, dovendo subire numerose riletture e correzioni per essere qui caricate. Sia gli indicatori che i connettori aggiunti tra parentesi quadre [in spagnolo si chiamo «corchetes», che differiscono dalle parentesi tonde] servono a rendere più intelligibili certe intuizioni in frasi più concrete.
[2] C’è una differenza tra la parola «coscienza» e «coscienza»* [in spagnolo c’è una differenza tra la parola «conciencia» e «consciencia», che non ricorre in italiano], la prima sta verso l’esterno e il sociale, la seconda verso l’interno e il sensoriale. Si tratta di una differenza di concettualizzazione psicologica che pochi colleghi individuano, nel caso dell’aggiunta o dell’esclusione della lettera «s» [in spagnolo]. Entrambi i sensi sono utili per la spiegazione del «Grande Risveglio», poiché il suo flusso copre entrambi i percorsi, ogni parola essendo usata nel caso descrittivo più appropriato [nel testo originale].
[3] Invece, il saggio deve riflettere su cosa accadrà dopo la morte, anche se i suoi giudizi sono inizialmente basati su congetture, speculazioni o ipotesi, poco importa. Gli Egiziani dipingevano nelle loro tombe più lussuose per mezzo di immagini, simboli e geroglifici il cammino che l’anima disincarnata — del proprietario della mastaba — deve percorrere nell’“altro mondo” per raggiungere la luce paradisiaca, con tutte le prove astrali che ciò comporta; I buddisti tibetani e la religione Bön usano il termine Tulku per riferirsi a un insegnante che nella vita ha padroneggiato la sua capacità di reincarnarsi in determinati corpi e luoghi, le sue pratiche magiche e la meditazione estrema hanno dato loro la capacità di visualizzare il percorso percorso dalla loro anima attraverso la sua vite precedenti e la scelta a volontà di quella che verrà.
[4] In questi ultimi due paragrafi identifico un’apparente contraddizione, poiché in primo luogo affermo che l’educazione alla falsa realtà riguarda solo se stessa fino al momento della morte, senza badare a ciò che accadrà dopo. Ma nel paragrafo successivo dico che è ignorante e fantasioso chi nutre l’onore fisico e aspira al riconoscimento paritario anche dopo la morte. Giustifico solo il fastidio per la mia abilità di scrittore ancora nuova in quel periodo, che stavo appena iniziando ad allenare, lo stesso con un discernimento filosofico in via di sviluppo. Nel mio pensiero di allora davo importanza solo al processo di divinizzazione in vita, perché dopo la morte le cose materiali conseguite hanno poca importanza, perché sono molto più importanti le esperienze che poi si vivranno in quell'»aldilà», via via essere abbandonato il ricordo delle cose rozze del mondo fisico. Disprezzavo solo «l’onore fisico», che si riferisce a una questione puramente materialistica (come l’orgoglio per i beni inutili), così come l’ambizione di ottenerli. Con il passare degli anni ho cominciato a sostenere il riconoscimento tra i coetanei sia in vita che dopo la morte, lo stesso con l’onore, ma non tanto quello ‘fisico’ ma quello valoriale e anche spirituale, quelli sono quelli che permettono noi per raggiungere l’immortalità, soprattutto se sono il risultato di un’eredità data all’umanità. Attualmente apprezzo sia il materiale che lo spirituale nella vita, insieme promuovono l’equilibrio in tutte le aree.
Quindi, oggi approvo fortemente di lasciare un’eredità nella vita. Uno studio più approfondito delle questioni spirituali e mistiche dei vari continenti rivela che i giudizi che li animano non sono contrari a tale atto, anzi. Anche se i mistici d’Oriente non hanno lasciato in eredità oggetti materiali, lo hanno fatto con una conoscenza trascendentale, anche se sono stati istruiti fuori da una grotta tra le montagne e condividendo le radici con i loro discepoli. Anche il professionista più illustre dell’Occidente che dedica tutta la sua vita alla trasmissione della conoscenza, ma ricevendo meritati onori e riconoscimenti tra i pari per il suo contributo in una certa area, ha tutti i diritti e la proprietà per l’elevazione più bella dopo la ‘transizione’. Il tutto senza ovviamente negare che lo stesso esempio qui illustrato si presenti in modo inverso, senza che ciascuna figurazione sia esclusiva da una parte o dall’altra del mondo, nonostante la tendenza maggiore e superficialmente individuata per ciascuna.
A quel tempo praticavo molto lo Shaivismo, quindi la dissoluzione del sé e la non importanza di tutte le questioni materiali prevalevano nel mio pensiero, ma ora la mia prospettiva è molto differente. Lo stesso Ramses II asseriva che il segreto dell’immortalità è nella memoria delle generazioni future circa l’anima pensata, da qui ne consegue che la componente psichica della memoria riattiva o fa rivivere gli atomi dell’anima di chi è pensato, applicabile solo a una persona già deceduta. Se le persone del futuro si ricorderanno di noi per qualche importante eredità che abbiamo lasciato, allora ci manterranno in vita e saremo immortali, e probabilmente, seguendo le tradizioni occulte sia orientali che occidentali, l’anima o lo spirito disincarnato realizzerà il ricordo evocato della sua essenza e della sua precedente esistenza materiale dalle menti dei pensatori viventi (che varierà a seconda del loro stato di elevazione da allora). La discussione è diretta dall’altra parte se ci riferiamo alle anime che si sono nuovamente fuse con la natura, John Baines ha affermato che non tutte si reincarnano perché molte non sopravvivono alla morte del corpo, ma vengono riassorbite dalla fonte originaria o «grande universale anima»; questo è diverso da coloro che raggiungono un più alto grado di coscienza nella vita, rimanendo lontani dalla terra all’altezza proporzionale acquisita da quello stato mentale avanzato nella loro precedente incarnazione. Tornando a Ramses II, uno dei migliori esempi che ci ha dato per dimostrare la sua immortalità fino ad oggi è stata la costruzione del Tempio Maggiore di Abu Simbel, tale maestosità ci permette di ricordare sempre il nome del suo proprietario, così come il suo famoso regno. Oggi sono fermamente convinto che nella vita bisogna lasciare qualcosa, che qualcosa può variare, l’importante è che siamo ricordati: più a lungo saremo ricordati —millenari— meglio saremo, e più immortali saremo. Ricorderemo sempre Pitagora, Socrate, Platone e Aristotele, per questo l’obiettivo nella vita è di grande dimensione per raggiungere questo effetto, richiedendo uno sforzo impressionante (ma a volte ci sono altre variabili, non sempre è dovuto allo sforzo, ma anche dovute a circostanze ambientali, poteri ereditati dalla famiglia, casta o altri; senza lasciare da parte la stessa casuali, se il casuali esistesse davvero).
Ho avuto la stessa sensazione quando ho visitato le mummie Chinchorro nel Museo Colón 10 ea San Miguel de Azapa ad Arica, in Cile. Quella città raggiunse un’efficace tecnica di immortalità sia fisica che spirituale; come confermato dalle osservazioni antropologiche questa cultura attribuiva grande importanza alla morte e ai riti funebri, evidenti nell’imbalsamazione. Abbiamo ancora altro da dedurre sui loro scopi religiosi per aver preso quella determinazione, soprattutto se fossero consapevoli o meno dell’effetto che volevano ottenere sulle persone di domani (noi). Un’impressione inedita mi fu data in quella visita, dove sentii che quelle anime ancora poco asservite a quei corpi materiali e che sono quasi del tutto scomparse (considerando i novemila ai tremilacinquecento anni) erano effettivamente consapevoli del traguardo storico che avevano raggiunto in questi decenni grazie a l’importante scoperta archeologica, nonché il gran numero di visite turistiche e forze di pensiero che ricevono da tutto il mondo, ma anche quell’apprezzamento è da loro percepito con ampio stupore. Insisto, la porzione animica che descrivo è estremamente ridotta, similmente in quella componente c’è una metà di meccanismo naturale e un’altra di lieve sensazione astrale, ecco un’altra minore percentuale di coscienza altrettanto astrale. Per un lettore scettico -addormentato- preferisco che queste ultime parole le prendano nel senso del poetico o della finzione.
[5] Solo alcuni passaggi di questa riflessione prendono spunto dalla penna di John Baines, pseudonimo del filosofo, scienziato e umanista cileno Darío Salas Sommer (1935–2018), in particolare per il suo libro “Los Brujos Hablan” di 1988 che a quel tempo stavo mettendo in pratica, aggiungendo la metafisica contemporanea e altre fonti che erano il mio centro di studio da 2012 a quella data. A sua volta, il pensiero che ho nei miei articoli da 2014 fino ad almeno 2017 mostra quanto fossi immerso nello studio dell’esoterismo. Il mio modo di vedere le cose si è evoluto negli anni a venire; conservo questi scritti come un riflesso del mio percorso spirituale in cui ho dovuto passare attraverso certe credenze e teorie per raggiungere uno stadio più avanzato.
Autore: Felipe De Lucas A.
Data originale: 2 dicembre 2014
Recensione: 15 gennaio 2023.




