Riflessione sul neoplatonismo antico e moderno. (Versione in lingua italiana)

Voglio ringraziarvi per la possibilità di partecipare a un seminario così bello e interessante, che ha trattato gli argomenti filosofici che attualmente attirano maggiormente la mia attenzione. Pur non avendo una formazione universitaria in filosofia, mi sento particolarmente attratto dal platonismo e dal neoplatonismo, ma le mie letture e approcci sono stati solo extrascolastici. Ho due lauree, una in psicologia (una branca della filosofia empirica) e un’altra in cinematografia, ma ho sentito un forte legame con l’idealismo teorico e pratico per circa dieci anni. Questo riassunto non proviene dalla penna di un esperto, ma farò del mio meglio per riassumere ciò che ho capito e integrare le mie conoscenze. Vale la pena sottolineare che non solo ho potuto assistere a una presentazione e mezza, ma ho partecipato a più del 90%.

Qui presento diverse idee che provengono dai miei studi indipendenti, che non sono state insegnate nel seminario, ma faccio i collegamenti necessari.

L’Uno è Dio, è l’intelligenza ordinatrice del cosmo, il principio emanante o causa prima da cui nasce tutta la creazione, sia essa materiale o antimateriale (anima [esp. álmica] o spirituale). L’Uno è stato identificato in varie religioni e cosmogonie del globo come un unico dio, che dopo essere rimasto in un riposo prolungato diventa «autocosciente» e intraprende la sua grande opera. Nel neoplatonismo si distingue dallo gnosticismo in vari postulati, ad esempio per i neoplatonici non ci sarebbe un demiurgo malvagio che creasse il mondo della materia orribile imitando le forme assolute sottili che derivano dalle regioni paradisiache. Gli gnostici ritengono che queste regioni più perfette sarebbero governate da un dio ancora più superiore, ma tremendamente distante, che viene chiamato «Inconoscibile»: la leggenda narra che il demiurgo sia un suo figlio con la qualità di un eone cosmocratore, ma purtroppo ribelle nel voler imitare imperfettamente l’opera di suo “padre”.

La gnosi ha molte ramificazioni, ma la maggior parte di esse coincide con la presenza di un demiurgo malevolo che ha imprigionato i puri spiriti in questa prigione della materia, quindi, il risveglio ascetico della virya va di pari passo con il disprezzo per la materia che compone il suo corpo, e il mondo, quindi, deve solo nutrire lo spirito. Secondo queste teorie, il lucifer-christos sarebbe stato inviato dall’inconoscibile per distruggere il mondo della materia demiurgica. Queste stravaganti [en esp. uso el término “descabelladas”] teorie non sono legate al neoplatonismo, Plotino ebbe opportunità di criticare lo gnosticismo nel suo noto trattato. Il neoplatonismo va oltre questa fantasia guerriera perché permette una sana unione della condizione umana con l’Anima del Mondo, anche con le altre individualità e con la natura divina senza disprezzo per le forme materiali. I pensatori neoplatonici credevano nell’apoteosi o autodivinizzazione, credenze che provengono da antichi culti misterici e più indietro, ma tutto questo è un percorso che richiede una costante autotrasformazione per assimilarci alla pura energia degli Intelligibili, degli dei o enadi antropologiche, e oltre con quello dell’Uno. Tutto questo affascinante e bellissimo processo è possibile attraverso la contemplazione della bellezza in tutte le sue forme, per la precisione del discorso parlato o scritto, lo stesso attraverso il sano perfezionamento dell’anima cruda in l’anima divina, nella costante ristrutturazione conoscitiva, nell’opera di formazione di logoi sempre più elaborati, e non meno importanti, dall’Amore dell’umanità e del cosmo. Le scienze e le arti (che comprendono anche la vibrazione musicale) sono a nostra disposizione per intraprendere questo percorso, essendo pilastri che ci aiutano a sostenere l’azienda. Queste pratiche o esercizi (e molti altri) appartengono alle teorie dell’ascesa psicologica a tali realtà speciali: man mano che il praticante progredisce si avvicina alla verità del Tutto che è nella sua stessa anima, sebbene la piena conoscenza di quella verità è impossibile da raggiungere, poiché appartiene solo all’intelligenza ordinatrice o all’architetto già nominato.

È anche importante considerare che prima dell’Uno troviamo un’altra realtà molto più assoluta che rimanda allo 0 pre-antinomico, cioè il Caos. Da questo disordine appare il primo potere o coscienza suprema che si «risveglia» e si trasforma nell’Unico organizzatore [en esp. uso el término “ordenador”]. Tutte le altre cifre numeriche rappresentano nella filosofia iniziatica le diverse stazioni numerologiche attraverso le quali si materializza la realtà palpabile. Ad esempio, il numero due è il dispiegarsi del dio uno in un principio femminile attraverso il quale può generare l’universo. È stato toccato in varie presentazioni al seminario che la cabala e l’ermetismo contemporaneo hanno preso una parte di queste idee filosofiche, esponendole nei modi più esotici, ma forse diffusi, dove la traccia per rintracciare il neoplatonismo si perde tra simbolismi numerosi. Nell’ermetismo si intende che l’Uno è allora maschile e il numero due è femminile, così come il tre è il «figlio» che ha una connotazione neutra: in altre parole, la grande madre cosmica custodiva nel suo grembo la creazione, questo atto di «lingam- yoni» universale con l’Uno culminò nella creazione in quanto tale. Per i cabalisti, in un’esposizione alquanto diversa, sarà il caos o il numero 0 l’Ain, Ain Sof e l’Ain Soph Aur; poi la creazione inizia con Kether, che discende a Chokmah e poi a Binah, e così via. Infine, l’emanazione che ha raggiunto la stanza del numero 9 materializza il culmine dell’opera del «tre volte tre», ma poi l’Uno si unisce nuovamente allo Zero, qui i misteri del decennio, la cui teoria è in relazione con il tetraktys pitagorica. Anche la mitologia ha fatto del suo meglio per mostrare idee simili in modo incredibile in diversi punti geografici. Qui nasce la frase di Plotino, «il primo mago e stregone è l’universo».

L’emanazione dell’Unità moltiplicata nella creazione ha permesso di ritrovare la sua presenza nel profondo della nostra anima in modo potenziale; l’essere umano può trovare la divinità attraverso il Nous, cioè la parte più alta di quella stessa anima individuale. Il Nous è il ponte attraverso il quale possiamo incontrarci con la comprensione e la conoscenza del divino, a sua volta funge da specchio dove possiamo specchiarci con l’assoluto e viceversa, la stessa divinità si riconosce attraverso il Nous nell’individuo anima. Pertanto, ogni essere umano dovrebbe elevare la propria coscienza a quella regione dell’anima, in modo da poter ascendere la scala per incontrare l’Uno, o lo Zero, e fondersi con quelle realtà. Sebbene secondo Platone solo un gruppo compatto di esseri umani abbia la capacità di farlo; lo stesso filosofo compose una struttura della polis sotto le sue teorie. Un altro angelo-demone che governa il nostro destino è il noto Daimon socratico, che poi fu preso da Proclo, la nostra immaginazione e il nostro pensiero intellettivo devono essere diretti a questa entità.

Il percorso dialettico di ascesa è progressivo, lento e complesso, ma seguendo Proclo potrebbe essere abbastanza divertente eseguire il suo schema altamente ottimista ed erotico. È necessario studiare queste materie, interessarsi al processo di elevazione è farlo con lo scopo immanente di ogni essere umano, è la via per raggiungere il benessere, l’autorealizzazione, la salute fisica e mentale. Benefici e privilegi appaiono per l’anima individuale che si avvicina gradualmente alle realtà superiori, non solo acquisendo un profondo bagaglio di conoscenza, ma acquisisce anche la possibilità di trasmetterlo, di concepirsi come maestro del proprio cammino iniziatico e filosofico. Ma questo compito richiede una formazione molto più avanzata in varie aree della scienza e delle arti, sia nella capacità di trasmettere abilmente quella visione acquisita ed esprimerla attraverso il lavoro manuale, scultoreo, scritto o retorico. Ma bisogna riconoscere che qualsiasi forma espressiva non potrà mai enunciare in modo identico la rivelazione del suo artista, tanto meno quella del suo architetto [esp. artífice], la limitazione del linguaggio umano non lo permetterà mai (legata al tempo e alla successione), ma ciò non significa che noi dobbiamo restare immobili, dobbiamo osare esprimere la nostra esperienza nell’ascensione, dobbiamo transmettere al mondo la nostra interpretazione della verità rivelata, così possiamo aiutare affinché altri attraverso la lettura delle nostre righe o contemplando le nostre opere possano iniziare il suo loro viaggio, noi dirige così — almeno inizialmente — il suo percorso attraverso gli ostacoli della mente e del mondo. Inoltre, è importante studiare le opere degli autori precedenti.

I teurghi possedevano questa conoscenza e potevano usarla per conto dei loro clienti, pazienti, comunità e città. Un ampio percorso professionale basato su studi approfonditi ha permesso loro, dopo aver promosso al vertice la propria anima, di utilizzare quella conoscenza e quella pratica a beneficio del creato stesso. Hanno capito le relazioni tra dei, angeli e demoni (per i teorici della teurgia cristiana), hanno riconosciuto le catene che ci conducono dalla nostra stessa anima alle anime collettive che segnano quelle scale, e da quegli archetipi all’Uno. Ma non dimentichiamo che è l’Uno che ha il controllo delle catene, l’essere umano addestrato può generare effetti trascendentali attraverso la simpatia delle realtà, ma il teurgo non può modificarle. Anche attraverso Giamblico possiamo imparare molto sulla teurgia; aggiungiamo il testo di Ficino “Sul sacrificio e magia” che, sulla base di Proclo, tratta di queste tecnologie, le scienze naturali con l’astrologia e la medicina psicosomatica.

Da parte sua, il seminario mi ha permesso di comprendere spiegazioni rivelatrici su vasti sistemi per comprendere la struttura della mente, così come il comportamento degli esseri. In effetti, il neoplatonismo è stato molto utile nelle mie prestazioni lavorative nello studio di terapia. Non essendo soddisfatto di molti dei modi di interpretare la mente della psicologia tradizionale, ho trovato nel neoplatonismo la vera fonte dell’anima. Questa è stata la chiave che ha aperto una meravigliosa porta di conoscenza che era insolita per me e che mi ha aiutato a trovare la mia verità sulla vita. Tutto rimanda a una filosofia così perenne che Platone e Plotino salvarono, come ha voluto sottolineare Henry S. Moore. Vorrei poter esprimere la mia opinione molto di più sugli argomenti del seminario, ma non è possibile a causa dello spazio. Grazie ancora per l’opportunità.

F. De Lucas

Valparaíso – Cile / 12 – 06 – 2022 / psicologofelipedelucas@gmail.com

Per: UNAM – Universidad Nacional Autónoma de México – Seminario de Historia de la Filosofía – Instituto de investigaciones filosóficas.

Pubblicazione su questo sito: 24 febbraio 2023

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